Non so cosa scrivere, di chi scrivere.
Quando tutto viene a mancare e non resta niente a cui appigliarsi diventa impossibile essere produttivi; un uomo ha bisogno sicurezze a cui appoggiarsi, per dispiegare le proprie ali e mostrarsi nell'intento di esprimersi, di produrre qualcosa.
Mi rimane poco, poche certezze, poche sicurezze e quindi non posso essere produttivo, a meno che non mi appigli al mio stesso dolore, alla mia disperazione, al mio vuoto...sono le uniche cose che sono certo di possedere.
Spesso mi chiedo come sarebbero andate le cose se avessi agito diversamente, se avessi osato e mostrato maggiore coraggio;facendolo non faccio altro che sprecare il mio tempo, lo so, e mi odio per questo.
Ora non sono altro che una persona vuota e smarrita, piena di angoscia e dolore.
Sono lontani i tempi in cui potevo guardarmi allo specchio e ammirare un giovane introverso, estroso, romantico e soprattutto pieno di speranze.
Mi sto dissolvendo, piano piano, sempre più velocemente;ogni mio pensiero ne è la dimostrazione.
Questo blog nasce dalla mia necessità di esprimermi e cercare attraverso un mezzo di comunicazione come internet di stimolare gli altri e me stesso a riflette riguardo tantissimi argomenti Non ho la pretesa di insegnare,ma quella di riflette e stimolare gli altri a farlo,generando un continuo cambiare delle proprie opinioni e convinzioni.
giovedì 24 maggio 2012
mercoledì 9 maggio 2012
L'inutilità della lotta terroristica.
In questi giorni si è assistito ad attentati di stampo terroristico, e io ho trovato tutto ciò spaventoso oltre che pericoloso per la società.
Una società, dal mio punto di vista, deve muoversi verso una direzione che porti gli individui da essa composta ad avere maggiori libertà e diritti, di ogni tipo.
L'esaltazione dell'umanità dovrebbe essere l'obbiettivo verso cui muoversi.
Nell'attuale situazione ciò non avviene, abbiamo infatti un sistema capitalista, che opprime gli individui creando mode e un vivere borghese, che strozza le persone senza che nemmeno se ne accorgano.
Qual è allora la soluzione?
Io credo che una rivoluzione e il terrorismo, possano portare solo ad un ulteriore confusione, caos e forse addirittura, (vista la potenza dei mezzi di comunicazione) un rinforzamento dell'attuale situazione.
Le masse non soffrono la fame, e questo non le porterà mai a rivoltarsi: il borghese italiano non soffre la fame ed è comunque persuaso, dal meccanismo "produci, consuma, crepa" al punto tale da non voler rinunciare al sistema e ai falsi obbiettivi da esso creati.
Le masse si rivolteranno solo se gli verranno a mancare gli Iphone.
Inoltre sono contrario alle proteste che vengono rivolte contro le tasse, sono solo il segno di una comunità di individui pervasi da un individualismo sciocco.
Un bravo cittadino, dovrebbe essere orgoglioso e felice di pagare le tasse e di contribuire così al benessere della comunità a cui appartiene; l'individualista sciocco invece, pensa ancora che tutto si risolva con la frase:"Francia o Spagna, purché se magna".
Per chi è come me non resta altro che sperare nella costruttiva e intelligente azione individuale, volta a liberare individui dalle catene della società, quanto meno da un punto di vista intellettuale, attraverso un lavoro che li renda più esseri umani e meno impiegati, operai ecc...
Una società, dal mio punto di vista, deve muoversi verso una direzione che porti gli individui da essa composta ad avere maggiori libertà e diritti, di ogni tipo.
L'esaltazione dell'umanità dovrebbe essere l'obbiettivo verso cui muoversi.
Nell'attuale situazione ciò non avviene, abbiamo infatti un sistema capitalista, che opprime gli individui creando mode e un vivere borghese, che strozza le persone senza che nemmeno se ne accorgano.
Qual è allora la soluzione?
Io credo che una rivoluzione e il terrorismo, possano portare solo ad un ulteriore confusione, caos e forse addirittura, (vista la potenza dei mezzi di comunicazione) un rinforzamento dell'attuale situazione.
Le masse non soffrono la fame, e questo non le porterà mai a rivoltarsi: il borghese italiano non soffre la fame ed è comunque persuaso, dal meccanismo "produci, consuma, crepa" al punto tale da non voler rinunciare al sistema e ai falsi obbiettivi da esso creati.
Le masse si rivolteranno solo se gli verranno a mancare gli Iphone.
Inoltre sono contrario alle proteste che vengono rivolte contro le tasse, sono solo il segno di una comunità di individui pervasi da un individualismo sciocco.
Un bravo cittadino, dovrebbe essere orgoglioso e felice di pagare le tasse e di contribuire così al benessere della comunità a cui appartiene; l'individualista sciocco invece, pensa ancora che tutto si risolva con la frase:"Francia o Spagna, purché se magna".
Per chi è come me non resta altro che sperare nella costruttiva e intelligente azione individuale, volta a liberare individui dalle catene della società, quanto meno da un punto di vista intellettuale, attraverso un lavoro che li renda più esseri umani e meno impiegati, operai ecc...
lunedì 7 maggio 2012
L'articolo senza forza.
Questo è un articolo scritto senza forza, senza rabbia.
Sono qui a scrivere di getto, senza il desiderio di analizzare o creare qualcosa che mi renda orgoglioso.
Il mio blog ha assunto finora, lo scopo di lasciarmi esprimere e argomentare, riguardo argomenti di interesse comune attraverso cui, avrei potuto anche spingere persone a cambiare il proprio modo di pensare, ma quello che farò oggi sarà diverso: lascerò perdere ogni tentativo di comunicare ad altri il mio pensiero e farò sì, che su questa pagina rimanga impresso solo il mio attuale stato emotivo e i miei pensieri senza alcun secondo fine.
Passo le mie giornate a guardarmi intorno, senza in realtà cogliere la vera sostanza di ciò che mi accade e di ciò che sto vivendo.
Sento il distacco da tutti e da tutto, ampliarsi sempre di più, al punto che anche quando qualcosa accade non riesco più a reagire, adirarmi o indignarmi, tutto accade e niente mi smuove, perché appunto sono ormai distante.
Vedo il futuro come qualcosa di confuso, in cui non riesco più a riporre speranze o desideri; sento l'angoscia e la paura di una catastrofe, attanagliarmi e costringermi a chiudermi in un angolo.
Non colgo più alcun che di simpatico o bello nel mondo, vedo le persone camminare e noto solo tanti soldatini di plastica e non più opere d'arte sfregiate e logorate da una cattiva cura.
Non so cosa devo fare, ma di sicuro non si tratta di un periodo poco significativo.
Sono qui a scrivere di getto, senza il desiderio di analizzare o creare qualcosa che mi renda orgoglioso.
Il mio blog ha assunto finora, lo scopo di lasciarmi esprimere e argomentare, riguardo argomenti di interesse comune attraverso cui, avrei potuto anche spingere persone a cambiare il proprio modo di pensare, ma quello che farò oggi sarà diverso: lascerò perdere ogni tentativo di comunicare ad altri il mio pensiero e farò sì, che su questa pagina rimanga impresso solo il mio attuale stato emotivo e i miei pensieri senza alcun secondo fine.
Passo le mie giornate a guardarmi intorno, senza in realtà cogliere la vera sostanza di ciò che mi accade e di ciò che sto vivendo.
Sento il distacco da tutti e da tutto, ampliarsi sempre di più, al punto che anche quando qualcosa accade non riesco più a reagire, adirarmi o indignarmi, tutto accade e niente mi smuove, perché appunto sono ormai distante.
Vedo il futuro come qualcosa di confuso, in cui non riesco più a riporre speranze o desideri; sento l'angoscia e la paura di una catastrofe, attanagliarmi e costringermi a chiudermi in un angolo.
Non colgo più alcun che di simpatico o bello nel mondo, vedo le persone camminare e noto solo tanti soldatini di plastica e non più opere d'arte sfregiate e logorate da una cattiva cura.
Non so cosa devo fare, ma di sicuro non si tratta di un periodo poco significativo.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)