domenica 7 ottobre 2012

L'incidenza della società nel malessere individuale.

L'individuo ha per sua natura la necessità di soddisfare dei bisogni, i quali oltre ad essere materiali, sono prima di tutto relativi alla propria sfera psicologica ed emotiva.
Una persona, è effettivamente sola, infatti i suoi pensieri e il suo modo di percepire la realtà sono soggettivi e unici, oltre che in gran parte impenetrabili da parte degli altri.
L'individuo è di per se unico, con un forte potenziale da esprimere in solitudine.
Durante l'infanzia, l'individuo esce dal proprio mondo per rapportarsi con l'esterno, qui purtroppo l'individualità diviene scomoda, in quanto ci impedisce di sopportare lo sguardo dell'altro, che d'improvviso diviene importante, da qui vengono generati fenomeni di mimetismo sociale: l'etichetta e l'apparenza divengono lo strumento per sopportare lo sguardo altrui, che in tal modo può divenire meno doloroso;vengono quindi a crearsi due personalità in una sola persona, una è quella pubblica che potrebbe anche definirsi una vera e propria maschera, l'altra è quella interiore, che si nutre dell'opinione esterna e che spesso è causa in adolescenza e anche in età adulta di una morbosa vita amorosa in cui la ricerca di approvazione viene confusa con l'amore.
Il malessere viene a crearsi quando i bisogni individuali non vengono corrisposti dalla società(cosa che non avviene quasi mai completamente, se non attraverso un indebolimento della personalità interiore o una parziale fusione tra le due personalità), oppure quando per incapacità di venire meno alla propria onestà si prende coscienza della bieca sostanza della personalità pubblica e quindi si soffre per la propria incapacità di rendersi liberi.
Per superare il conflitto, bisogna rendersi conto della fallibilità della propria persona  e creare confini tra le proprie e le altre libertà; attuare la massima:"la mia libertà finisce dove inizia la tua libertà" è un buon mezzo per rendere armoniche le relazioni rispettando i propri e gli altrui bisogni.

lunedì 1 ottobre 2012

Un viaggio fra i miei pensieri...

Dentro di me c'è confusione, e non riesco a mettere fine ai miei pensieri negativi.
Sognavo molte cose, poi non so cos'è successo, non lo so; immaginarti vicino al mare mentre io ti stringevo e ti baciavo, mi inebriava. Ma ora? Ora cos'è rimasto delle mie fantasie, di ciò che provavo soltanto immaginandoti? Sono diventato una persona arida? Vorrei che un turbine di emozioni mi colpisse, che un colpo di genio mi permettesse di trasformare in arte qualsiasi cosa, proprio come prima; vorrei che questo disgusto, questo turbamento causatomi da un semplice scambio di baci, divenisse di colpo fonte di poesia  e  che come in un continuo stato innamoramento le mie labbra si aprissero e si chiudssero cercando di cogliere tutto ciò che si trova nell'aria.
Ritornare, in poche parole a com'ero prima.