L'individuo ha per sua natura la necessità di soddisfare dei bisogni, i quali oltre ad essere materiali, sono prima di tutto relativi alla propria sfera psicologica ed emotiva.
Una persona, è effettivamente sola, infatti i suoi pensieri e il suo modo di percepire la realtà sono soggettivi e unici, oltre che in gran parte impenetrabili da parte degli altri.
L'individuo è di per se unico, con un forte potenziale da esprimere in solitudine.
Durante l'infanzia, l'individuo esce dal proprio mondo per rapportarsi con l'esterno, qui purtroppo l'individualità diviene scomoda, in quanto ci impedisce di sopportare lo sguardo dell'altro, che d'improvviso diviene importante, da qui vengono generati fenomeni di mimetismo sociale: l'etichetta e l'apparenza divengono lo strumento per sopportare lo sguardo altrui, che in tal modo può divenire meno doloroso;vengono quindi a crearsi due personalità in una sola persona, una è quella pubblica che potrebbe anche definirsi una vera e propria maschera, l'altra è quella interiore, che si nutre dell'opinione esterna e che spesso è causa in adolescenza e anche in età adulta di una morbosa vita amorosa in cui la ricerca di approvazione viene confusa con l'amore.
Il malessere viene a crearsi quando i bisogni individuali non vengono corrisposti dalla società(cosa che non avviene quasi mai completamente, se non attraverso un indebolimento della personalità interiore o una parziale fusione tra le due personalità), oppure quando per incapacità di venire meno alla propria onestà si prende coscienza della bieca sostanza della personalità pubblica e quindi si soffre per la propria incapacità di rendersi liberi.
Per superare il conflitto, bisogna rendersi conto della fallibilità della propria persona e creare confini tra le proprie e le altre libertà; attuare la massima:"la mia libertà finisce dove inizia la tua libertà" è un buon mezzo per rendere armoniche le relazioni rispettando i propri e gli altrui bisogni.
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