Ogni giorno mi rendo sempre più conto, di quanto ci siano persone insensibili nei confronti dei problemi altrui: sembra quasi che ogni situazione debba essere per forza analizzata razionalmente, ignorando il fatto che a volte ci sono mostri interiori, che intaccano il pensiero razionale.
Come si può chiedere ad un depresso di non deprimersi perché ci sono persone che stanno peggio di lui?
Lui non comprenderà quanto gli viene detto.
Lui è preda del suo mostro interiore che lo trascina verso il basso in una spirale negativa in cui non vede altro che il vuoto.
Il pensare razionalmente per lui non esiste; quella è roba per persone libere, lui non lo è, lui è schiavo, non della società o del parere altrui, ma di se stesso, della parte di se stesso più malata, più sporca, che lo tiene bloccato impedendogli l'azione e il pensiero positivo.
Il mondo per lui non è qualcosa da esplorare, ma qualcosa di cui aver paura, un luogo infernale e pericoloso.
Se c'è un modo per dimostrare la propria grandezza, la propria forza è proprio quello di dimostrarsi intelligente e comprensivo verso chi forte e grande non è.
Ecco perché mi scaglio contro chi osa contrapporre la fredda razionalità, all'irrazionalità del malato, che preda di se stesso si dispera e soffre.
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