martedì 4 settembre 2012

La fondamentalità della donna e della femminilità nella società.

In tutta la mia vita sono sempre rimasto impressionato dall'innata capacità degli esseri di sesso femminile di cogliere ciò che gli sta attorno con estrema facilità: alla donna basta uno sguardo che ogni cuore gli si apre, che ogni mente diventa penetrabile.
Purtroppo nella nostra società regna una discriminazione nei confronti del sesso femminile e più in generale verso la femminilità.
Guardando un telefilm obbrobrioso come Sex and city o ascoltando qualche giovane ragazza si capisce che la tendenza delle donne nella vita sessuale, per essere "moderne" è quella di imitare l'uomo medio, con la sua lussuria e la sua insensibilità.
La donna abbandona l'idea di famiglia e anche il suo approccio profondo alle relazioni, per diventare brutalmente edonista.
I canoni di bellezza poi sono determinati spesso dalla moda, o peggio ancora dai media, che spingono le donne in una situazione di soggezione nei confronti del proprio corpo oltre che ad uno schiacciante conformismo.
Le donne inoltre sono ormai serve della sessualità maschile divenendo all'occorrenza delle bambole inanimate, che sbattono gli occhi e ridono a comando, ma tutto ciò viene creato come sempre nei primi anni di vita, quando alle bambine viene insegnato a sorridere e sculettare per il maschio autoritario e ai bambini a sbraitare ed essere autoritari come i maschi adulti.
I comportamenti "femminili" e "maschili", al contrario di quanto si creda, (come evidenziato dall'antropologa Margaret Mead) sono influenzati dalla società nel periodo dell'infanzia e non sono per così dire derivanti dalla natura.
In conclusione, posso asserire, che il motto anni settanta "Nè puttane, nè madonne, solo donne" è più che mai lontano dal realizzarsi nella realtà.

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